Un singolo articolo WordPress può esistere a 5 URL diverse: la pagina dell'articolo, l'archivio categoria, l'archivio tag, l'archivio data, e l'archivio autore. Ognuna mostra lo stesso contenuto (o un estratto) a un URL diverso. Per Google, sono 5 pagine con contenuto duplicato o molto simile. Il risultato: Google non sa quale indicizzare, diluisce l'autorità tra le 5 URL, e nessuna si posiziona bene. Questo è il problema strutturale più sottovalutato di WordPress e affligge virtualmente ogni installazione non ottimizzata.
Se un articolo è nella categoria "Marketing" e ha il tag "SEO", il suo contenuto (o l'estratto) appare su tre URL: /articolo/, /category/marketing/, e /tag/seo/. Con 50 articoli, 10 categorie, e 30 tag, hai potenzialmente centinaia di pagine con contenuto ripetuto. La soluzione non è eliminare categorie e tag (servono per la navigazione) ma controllare come Google le tratta: noindex sui tag (raramente utili per la SEO), canonical dalle categorie alle singole pagine se le categorie mostrano il contenuto intero, oppure mostrare solo estratti nelle categorie.
WordPress genera automaticamente archivi per mese (/2026/06/) e per autore (/author/nome/). Se hai un solo autore, l'archivio autore è identico all'archivio blog: duplicato completo. Gli archivi data sono raramente utili per l'utente e per Google. Soluzione: noindex su archivi data e archivi autore (soprattutto se hai un solo autore). I plugin SEO come Yoast e Rank Math hanno questa opzione, ma di default è spesso disattivata.
/blog/, /blog/page/2/, /blog/page/3/: ogni pagina di paginazione mostra un set diverso di articoli, ma l'introduzione, il titolo, e la meta description sono identici. Per Google è contenuto quasi duplicato. Soluzione: rel="next"/"prev" per indicare la relazione tra le pagine, e canonical di ogni pagina verso sé stessa (non verso la pagina 1). In alternativa, scroll infinito con pushState per URL unico.
/articolo e /articolo/ sono due URL diversi per Google. Se entrambe funzionano, hai un duplicato per ogni pagina del sito. WordPress normalmente gestisce questo con redirect, ma plugin e configurazioni custom possono romperlo. Verifica: apri un URL senza slash — se non fa redirect alla versione con slash (o viceversa), hai un problema.
Se il sito è accessibile sia via http:// sia via https://, e sia con www sia senza, hai potenzialmente 4 versioni di ogni pagina. Tutte devono fare redirect 301 verso la versione canonica (tipicamente https://tuodominio.com senza www). Verifica che il redirect funzioni per tutte le 4 combinazioni.
In Search Console cerca nel report Pagine: "Duplicata senza canonical selezionata dall'utente" e "Duplicata, Google ha scelto un canonical diverso". Questi filtri mostrano le pagine dove Google ha rilevato duplicazione. Screaming Frog può scansionare tutto il sito e identificare pagine con contenuto identico o quasi identico. Fertilyze include nel suo audit il controllo duplicati con identificazione automatica delle pagine problematiche e suggerimento della soluzione specifica per ciascuna (noindex, canonical, redirect, o riscrittura).
Non nel senso di un'azione manuale di Google. Ma causano un problema di diluzione: l'autorità si spalma su più URL invece di concentrarsi su una sola, e Google potrebbe indicizzare la versione sbagliata. L'effetto pratico è un posizionamento inferiore al potenziale. Non è una penalizzazione, è un'opportunità persa.
Il canonical è un suggerimento, non un ordine. Google può ignorarlo se il contenuto delle due pagine è troppo diverso o se ci sono segnali contraddittori (la pagina canonical riceve meno link della duplicata). Per i casi più importanti, il redirect 301 è più affidabile del canonical: dice a Google che la pagina è stata spostata definitivamente.
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